Francesco Turelli

Dall’Appennino al Brasile. Sono numerosi quelli che tra il secondo Ottocento e il Novecento sono partiti. Fra questi anche Francesco Turelli che da Sant’Annapelago è sceso fino al mare ed ha traversato l’oceano per approdare nel Paese del sole dove, ad Abgatuba, un paese di 20mila abitanti, è stato anche sindaco. Di lui parla il nipote Francisco che ha raccontato la sua storia in un libro. 
E’ una storia come tante, di miseria e di stenti.
L’Appennino alla fine dell’Ottocento prometteva poco. Il lavoro era scarso e le condizioni di vita erano sempre più difficili.
La popolazione cresceva e con questa anche la carestia e la difficoltà di trovare un lavoro.
A questo poi andavano aggiunte le condizioni meteorologiche che in alcuni momento creavano, con gelo e frane, dei veri e propri disastri economici.
E’ in seguito a uno di questi problematici periodi della vita delle popolazioni dell’Appennino che la famiglia Turelli ha abbandonato Sant’Annapelago ed è emigrata in Brasile.
E Francesco Turelli è uno di questi che, mettendo a frutto lo spirito d’iniziativa della gente delle nostre montagne non ha tardato a farsi strada in Sud America e ad Angatuba, una cittadina di 20mila abitanti nella provincia di San Paulo, è diventato sindaco nel 1917.
A raccontarlo è stato il nipote, Francesco Turelli, il quale qualche anno fa, grazie alla rete di internet si è messo in contatto con le zone dell’appennino modenese ed ha trovato le tracce delle sue origini, nonchè qualche lontano parente.
E proprio Francisco, uno dei tanti oriundi provenienti dalla zona di Pievepelago, ha scritto in Brasile l’epopea degli emigranti modenesi e della sua famiglia.
La storia dei Turelli è infatti contenuta nel libro «Comunicazione dell’esperienza».
Un’esperienza lunga di decenni, perchè l’ingegnere brasiliano Francisco Turelli, non solo ricorda il nonno Francesco, ma anche il padre Ulysses.
Anche Ulysses Turelli fu sindaco della stessa cittadina Angatuba dal 1949.
L’ingegnere Francisco ha raccolto testimonianze, ricordi e documenti e tra questi è emersa una curiosità: Francisco Turelli, nonostante abbia acquisito un certo prestigio nel nuovo Paese sudamericano, è rimasto comunque sempre molto attaccato con il cuore e la mente alla sua Sant’Annapelago, tanto che benediceva i bambini della città nel nome di Sant’Anna, per ricordare la patrona del suo paese d’origine.
Questa ed altre storie stanno interessando il Brasile, e la popolarità dei nostri emigranti e della loro epopea sta galvanizzando i brasiliani.
Anche l’interesse per la cultura italiana ha avuto un enorme impulso negli ultimi tempi, e tutto grazie alla serie televisiva «Terra nostra», da qualche mese trasmessa anche in Italia, che racconta un secolo di emigrazione italiana in Brasile.
Si stima che attualmente gli italiani e gli oriundi italiani in Brasile siano ben 23 milioni.
E tra questi diverse migliaia sono modenesi.
(4 febbraio 2002)